Sailogy.com: nuovo sito per imbarcazioni

© Yvann K - Fotolia

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Sailogy.com è il nuovo sito dedicato ai velisti. La start up è nata recentemente a Napoli da Manlio Accardo, 33enne di origini sarde e con un passato all’interporto di Nola, e funge da booking mettendo in contatto clienti e piccoli armatori. Infatti prenotare una barca a vela sul web non é un compito affatto semplice. Dall’idea di semplificare questa procedura e di diminuire la percentuale di fregature nasce sailogy.com, una comoda piattaforma di prenotazione per imbarcazioni, a vela o a motore, sia a scopo turistico che ricreativo.

Il sito si contraddistingue soprattutto per la sua ottima offerta, infatti sailogy garantisce la presenza di una barca in un determinato porto, anche il meno battuto. Ora è già possibile prenotare ben 2.000 barche a vela in 35 porti europei. Un dato davvero notevole, sicuramente destinato ancora a crescere, data la breve vita del portale. Come funziona sailogy? Per garantire la massima serietà un collaboratore di sailogy, prima di mettere online l’offerta, va direttamente sul posto per stabilire il contatto e poi valutare l’affidabilità dell’armatore e la qualità della barca. In caso positivo poi entrerà nel data base. Il sito funziona come piattaforma di imbarcazioni e funge da intermediario. Se ad esempio un tedesco vuole imbarcarsi a Procida si può servire di sailogy, il quale grazie al sito avrà la garanzia che l’imbarcazione avverrà per davvero. Tramite il sito l’armatore ha la possibilità di farsi pubblicità mentre il cliente avrà la sicurezza di imbarcarsi. Inoltre il sito garantisce al cliente uno standard di qualità. Per gli hotel esistono le stelle che determinano la qualità, mentre per le barche a vela non esiste ancora un sistema di valutazione simile. Ecco perché i collaboratori di sailogy.com visitano personalmente le basi nautiche. Il sito quindi riesce a tappare la falla del sistema e offrire un servizio serio ed affidabile. Il sito è internazionale e quindi in lingua inglese.


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Sentire il mare

Un’impresa emozionante, un’amicizia stretta e una comune passione per il mare hanno spinto Egidio Carantini e Bruss Berti a circumnavigare la penisola italiana a bordo di un’imbarcazione a vela “La dolce vita” di 40,7 piedi, quindi circa 12,40 metri.

©panthermedia.net/Stephan Scherhag

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La particolarità dell’avventura sta nel fatto che al contrario dello skipper triestino Bruss Berti, il velista Carantini è non vedente e il loro sodalizio vuole dimostrare come il mare sia accessibile a tutti e che nessuna differenza ci può essere tra un velista normodotato e un non vedente, se si ha amore per la vela e le giuste conoscenze. Questa iniziativa è stata fortemente voluta sia dai due velisti, che dalla Lega Navale Italiane e dall’Unione Italiana Ciechi che hanno patrocinato la spedizione. Quello che viene portato lungo le coste italiane è un messaggio di speranza e di fiducia e mostra come non siano gli occhi fisici che vedono il mondo, ma la passione e il coraggio. E la volontà di sensibilizzare l’opinione pubblica in questo senso è tanta, per dimostrare concretamente come tutto sia fattibile se si vuole.

Il percorso è partito il 25 marzo scorso da Trieste, dalla Sezione della Lega Navale e si concluderà il 1 giugno nel punto di partenza, dopo aver costeggiato l’Italia, isole comprese, per una durata di navigazione di circa 66 giorni. Un nuovo messaggio nell’ambito della comunicazione dello sport e del mare che coinvolge davvero tutti, indipendentemente dai loro deficit. L’imbarcazione getterà l’ancora in trenta porti nazionali e quattro croati e previste sono anche a Portofino e a Ischia delle immersioni subacquee. La grande bandiera bianca e marrone sventola orgogliosa a poppa e richiama l’attenzione sul fatto che il mare, così come lo sport in generale siano possibili per tutti.


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Laura Dekker

© schachspieler - Fotolia

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Dopo un anno e un giorno Laura Dekker, la giovane ragazzina di sedici anni olandese, ha terminato il suo giro del mondo a bordo di un due alberi di 11,50 metri. Laura Dekker é la più giovane velista ad aver compiuto il giro del mondo a vela in solitario.

La navigazione lunga 27.000 miglia nautiche a bordo del suo ketch, un Gin Fizz Jeanneau, tuttavia non è stata ininterrotta, bensì frazionata in tappe di tre settimane per volta. La giovane ragazza è stata accolta il 20 gennaio 2011 dai suoi genitori e da altre 400 persone a Saint Martin, l’isola delle Antille olandesi, da dove era partita 366 giorni prima. Il viaggio rappresentava per la giovane velista da tempo un sogno, che è riuscita finalmente a realizzare grazie al suo coraggio e alla sua volontà. Il suo caso aveva fatto scalpore e non sono mancate le critiche e polemiche.

Già nel 2009 il suo viaggio era stato interrotto dalla giustizia olandese, la quale non considerava sufficienti le garanzie di sicurezza per la ragazza. Il caso venne sottoposto nel 2010 ad un altro tribunale, il quale invece stabilì che la decisione spettava ai genitori. I genitori della giovane velista hanno dato il via libera sostenendola nella sua lunga impresa.
Un’altra ragazza giovane australiana, Jessica Watson, compì nel 2010 il viaggio del mondo in barca a vela, senza però effettuare scali e senza assistenza. Laura Dekker rimane comunque la più giovane ad aver compiuto il viaggio in barca in solitario. Entrambi i casi però non rientrano né nel Guinness dei primati, né nel World Sailing Speed Record Council  (l’organismo ufficiale per la convalida dei record a vela di velocità). Come ha spiegato il segretario del WSSRC, l’organismo non tiene conto dell’età delle concorrenti, bensì solo della velocità.


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Catamarani

© Fernando Soares - Fotolia

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In Italia è molto diffuso il Catamaran Classe A, un catamarano monotipo di piccole dimensioni, presente soprattutto sui laghi e nell’Adriatico. Il A-Catamaran deve rispondere a pochi requisiti: lunghezza massima di 18 piedi, peso minimo di 75 chili, superficie combinata albero e vela massima di 13,95 metri quadri. Il materiale con il quale viene costruito il catamarano di Classe A è principalmente la vetroresina. Inoltre ha anche composti di carbonio. Grazie alle poche restrizioni costruttive questa categoria di imbarcazioni ha avuto un’evoluzione costante nel tempo, sia per quanto riguarda il materiale che per le linee d’acqua.
Attualmente il catamarano di Classe A è l’imbarcazione da singolo più rapida soprattutto grazie alla sua leggerezza. Per quanto riguarda la tecnica di conduzione la più diffusa è quella di tenere lo scafo sopravento in “volo” quindi sempre sollevato dall’acqua. Così si riesce ad avere meno superficie bagnata e un miglior angolo di bolina.

Il America’s Cup ha deciso per il 2013 di aumentare notevolmente la lunghezza e le misure complessive dei catamarani. Ecco che nasce una nuova classe di catamarani: il AC72, che ha delle dimensioni molto più grandi rispetto al precedente AC45. Per la America’s Cup la lunghezza e la misura del catamarano è cresciuto notevolmente: da 45 a 72 piedi. Le dimensioni del AC72 incideranno molto sia sulla potenza del mezzo che sulla sicurezza dell’equipaggio, particolarmente nel caso si dovessero verificare venti medi o forti. I primi vari della nuova classe dovrebbero giungere all’inizio dell’estate 2012. Finora il catamarano è il più grande che si sia mai visto gareggiare in Coppa. La vela principale sarà un’ala rigida simile a quelle degli aerei, come già visto a bordo del modello AC45. Cambia, oltre alla difficoltà sia nella gestione in terra che in navigazione, anche ovviamente l’equipaggio, che aumenterà da 5 a ben 11 uomini.


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Deriva

La storia delle imbarcazioni è strettamente legata alla necessità del trasporto merci e piccole imbarcazioni sono da sempre esistite. È solo verso la fine del XIX secolo che imbarcazioni di piccole dimensioni, non cabinate, si diffusero per competizioni sportive, anche se già nel XVII secolo Carlo II d’Inghilterra la utilizzava per gare amatoriali.

© NBina - Fotolia

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Le derive vengono così chiamate perché dispongono di una deriva mobile e la Federazione Internazionale della Vela divide questo gruppo di imbarcazioni in 39 classi di derive. Oltre a queste esistono anche le derive impiegate per le regate alle Olimpiadi, sia per le maschili che per le femminili. Lo sviluppo più importante da un punto di vista tecnico si ebbe con l’introduzione degli scafi plananti che permettevano un aumento della velocità, grazie al fatto che con questi la deriva planava sull’onda diminuendo l’attrito. L’innovazione fu sviluppata dalla Uffa Fox, un cantiere inglese che nel XX secolo sviluppò modelli che ancora oggi sono molto apprezzati, quali l’Albacore, l’International 14 e il Flying Fifteen.

Negli anni Trenta s’implementò sulle derive il trapezio, di grande importanza perché mantiene la vela più dritta, dato che l’equipaggio si appende tramite un gancio al di fuori della barca e la distribuzione del peso trae benefici a vantaggio della velocità e della stabilità. Oggi i materiali utilizzati sono diversi per la costruzione delle derive e gli scafi diventano sempre più leggeri grazie all’impiego di fibra di vetro o schiume espanse.

Questo rende possibile una manutenzione più facile e anche il trasporto viene agevolato. Il risultato di queste migliorie è il fatto che gli sport da deriva stiano affermandosi sempre di più anche su larga scala, non essendo più così dispendiosi come un tempo.


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Consigli per l’acquisto

© Steve Morvay - Fotolia

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Il mercato delle barche a vela usate è molto meno vasto rispetto ad esempio quello di automobili di seconda mano. Mentre gli automobilisti si liberano volentieri della propria auto quando inizia ad avere i primi problemi tecnici per acquistarne subito una nuova, i possessori di barche a vela di solito essendo dei veri e propri appassionati non danno via la loro barca facilmente.

Tuttavia esistono anche siti specializzati in vendita di barche online come quelli per le auto, tra i più famosi ad esempio cerca.automobile.it. Inoltre è possibile trovare annunci di barche a vela in vendita sia sulle bacheche presso i luoghi di mare che anche in agenzie. È possibile oltretutto rivolgersi anche a broker di barche.
Prima di acquistare una barca a vela è necessario considerare molti fattori. Soprattutto bisogna prestare attenzione al prezzo e alle dotazioni tecniche. Se si è esperti di imbarcazioni a vela non è un problema valutare bene una barca in vendita. Se invece si ha appena scoperto la passione per le barche a vela ed il loro fascino unico e speciale è consigliabile informarsi accuratamente prima di acquistare una barca visitando siti web specializzati e frequentando saloni nautici.

Prima dell’acquisto è importante salire a bordo della barca e verificare di persona la manutenzione eseguita (ricordiamo che sia le barche nuove che usate necessitano di una manutenzione ordinaria), verificare le condizioni dello stato compensato usato per la creazione degli interni, soprattutto prestando attenzione alle parti a contatto con lo scafo e alle zone predisposte all’umidità. Inoltre bisogna controllare la solidità della struttura complessiva, aprire tutti i gavoni per controllarli con cura e controllare lo stato delle vele e dell’albero. Infine controllate anche le dotazioni di siurezza a bordo e la completezza documentale.


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Vacanza “green”

Si avvicina l’estate e con lei il desiderio di andare in vacanza.

© Berni - Fotolia

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Secondo un sondaggio di lastminute.com, il leader online di prenotazioni viaggi, le donne risultano più sensibili in materia di ecologia vacanziera rispetto agli uomini. Infatti tre donne su quattro, quindi il 75% delle intervistate, sono a favore di una vacanza all’insegna dell’ecostenibilità, mentre tra gli uomini sono solo il 67%. Il sondaggio rivela inoltre che per il 29% degli intervistati la vacanza ideale sarebbe in barca a vela tra le isole greche. Se si vuole staccare dal ritmo frenetico cittadino è innegabile che la vacanza in barca a vela sia sicuramente l’esperienza adatta perché a stretto contatto con la natura e in armonia con l’ambiente. La vacanza in barca a vela è un’esperienza unica, capace di legare il turista alla natura nel totale rispetto dell’ambiente. Senz’altro la vacanza in barca a vela è la forma che più si avvicina alla definizione di turismo verde.
Secondo il sondaggio di lastminute.com le motivazioni che spingono i turisti a scegliere una vacanza all’insegna dell’ecosostenibilità sono diverse a seconda soprattutto delle fasce d’età. Per il 22% dei quarantenni il desiderio di trascorrere una vacanza “green” nasce dall’amore per gli sport all’aria aperta. Dopo i 50 anni il 37% degli intervistati sceglie mete a contatto con la natura. I 30enni prediligono viaggi in città rispettose dell’ambiente, come ad esempio Copenhagen, mentre i più giovani (under30) preferiscono mete italiane che offrono prodotti a chilometro zero e cibo sano.
Il sondaggio evidenzia però anche che lo stesso tipo di attenzione non viene prestata negli spostamenti verso la destinazione vacanziera che si vuole raggiungere. Il 7% si mostra non interessato all’argomento ed il 10% dichiara che muoversi in modo ecologico è troppo caro e porta via troppo tempo. Quasi la metà degli intervistati è a conoscenza dei rischi ambientali, ma ammette di non fare nulla per prevenire il problema.


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Isole Vergini Britanniche

Per chi volesse fare una vacanza in barca a vela davvero indimenticabile dal 1 al 25 aprile è possibile compiere un viaggio incredibile nelle Isole Vergini Britanniche, un arcipelago di 40 isole. Le isole offrono un mare sempre calmo grazie alla presenza della barriera corallina e una breve distanza tra un’isola e l’altra. La partenza è prevista dall’isola di Tortola, la più grande isola caraibica dove è situata la capitale dell’arcipelago Road Town. Da lì si raggiunge Virgin Gorda, la terza più grande delle Isole Vergini britanniche con 3.000 abitanti che discendono da ex-schiavi o portoghesi. L’isola dispone di spiagge bellissime, tra cui Anegada, l’unico atollo corallino del nord dei Caraibi e le selvagge spiagge Jost Van Dyke, Cooper e Norman Island, un vero e proprio paradiso per gli amanti di spiagge incontaminate, immersioni subacquee e barriere coralline.

© forcdan - Fotolia

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Gli ospiti di questa indimenticabile vacanza saranno a bordo di uno yacht lussuoso e spazioso, il Solaris 72, una barca a vela da 72 piedi, quindi 21,55m che garantisce il massimo del comfort con ampie cabine e bagni indipendenti, dotazione tecnologica all’avanguardia e aria condizionata. Lo yacht è molto elegante con finiture di pregio ed è stato progettato da Doug Peterson e studiato per navigare in qualsiasi latitudine. Il Solaris 72 è stato costruito presso il cantiere Serigi, famoso in tutto il mondo per aver varato imbarcazioni di alto livello. A caratterizzare soprattutto la barca sono la particolare attenzione verso i dettagli. Gli interni sono stati interamente realizzati in teack burma.
A questa vacanza non manca proprio nulla per trascorrere una settimana di relax e godere di panorami mozzafiato. Il prezzo è a partire da 2.790 Euro compreso il volo, crociera e pensione completa a bordo.


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Gergo velistico: i verbi

© pigio1958 - Fotolia

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Prima di imbarcarsi in barca a vela è importante imparare alcuni termini fondamentali del gergo velistico. Ecco un piccolo glossario che vi permetterà di comprendere finalmente alcuni verbi che fino ad ora risultavano incomprensibili.

I due verbi più importanti e diffusi sono cazzare e lascare. Cazzare significa tirare una scotta per manovrare la vela, mentre lascare è esattamente l’opposto. Lasco infatti è il termine che denomina l’andatura con il vento a poppa con un’angolazione tra i 110 e i 170 gradi rispetto all’asse della barca. Ammainare invece significa abbassare, far scendere o calare e si riferisce quasi sempre alle vele. Con il termine abbordare si intende affiancare con la propia barca un’altra fino a toccarla. (Normative internazionali determinano precisamente le precedenze in mare per evitare abbordi o collisioni.) Quando un velista esordisce con la frase “Ho scarso” significa che ha un momento sfavorevole causato da un salto o dall’assenza di vento.
Per bolina si intende il vento che proviene tra le sei e le quattro quarte da prua: la bolina stretta è quando la direzione del vento e l’asse della barca è fra i 30 e i 45 gradi, mentre con bolina larga si intende l’angolo tra i 45 e i 60 gradi. In questo contesto si utilizza il termine bordeggiare per definire il procedimento a zig zag durante l’andatura a bolina con una serie di virate di prua per risalire il vento. Il termine issare invece significa alzare, mentre inferire significa invece collegare un lato della vela allo strallo per il fiocco e il genoa all’albero e al boma per la randa. Con il termine orzare i velisti intendono timonare la barca in modo da portare la prua verso la direzione del vento. Il movimento opposto invece è poggiare, che determina l’allontanamento della prua dalla direzione del vento. Un altro verbo fondamentale è virare, che indica il cambio di direzione della prua nelle rotte fatte a zig zag per risalire il vento.


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Regole generali

Una crociera in barca a vela è un modo unico per vivere l’esperienza del mare a 360 gradi, godendo appieno del contatto con la natura in totale relax. È il vento a essere il protagonista principale di questa meravigliosa avventura, la sua conoscenza e quella del mare è condizione indispensabile prima di partire. Ecco perché uno skipper esperto è molto importante, così come il comportamento da tenere a bordo, onde evitare situazioni rischiose.

© bepsphoto - Fotolia

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La collaborazione è alla base del successo del vostro viaggio e s’intende come disponibilità a svolgere i compiti che la permanenza in barca richiede. Inutile sottolineare che l’ordine e la pulizia siano fondamentali per la vita a bordo, così come il rispetto e la buona educazione. Bisogna anche tenere sempre ben presenti che le regole di comportamento valgono non solo lungo la tratta, ma anche durante i periodi in cui si è ormeggiati accanto ad altre imbarcazioni.

Il consumo di acqua dolce per le tratte un’po’ più lunghe deve essere parsimonioso, una doccia la sera sarà sufficiente e anche piatti e pentole possono essere lavati con acqua salata. Un consiglio per le stoviglie più sporche: si possono calare in mare tramite una sportina a rete e si ritirano su perfettamente pulite la mattina. La stessa parsimonia deve essere usata per i rifiuti; non disponendo di cassonetti è buona norma dividere quelli biodegradabili da quelli indifferenziati. Generalmente sarebbe meglio non fumare a bordo di una barca a vela, se proprio necessario assolutamente vietato gettare in mare i mozziconi di sigaretta che, non essendo biodegradabili impiegano anni a decomporsi.

Per il bagaglio è buona norma portare, oltre a costumi, biancheria, parei etc, anche qualcosa di più pesante, tipo un maglioncino per la sera e un k-way.


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